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martedì, 03 luglio 2007

Zucche spiritotemporali!

zeitcover
Queste son cose che ti rimettono al mondo. Ti svegli una mattina, cazzeggi in rete invece di sdocciarti per uscire di casa e scopri che il 7 luglio 2007 esce il nuovo album degli Smashing Pumpkins. Poi bypassi quei due mesi inutili col caldo che avanza e la voglia di fare un cazzo pure, e ti ritrovi a scaricare la promo dal mulo perché non ce la fai ad aspettare tre giorni e comprare il cd. Be’, anche perché se magari è una merda voglio prima farmene un’idea. E poi sei di nuovo nel mondo e il mondo ti sorride, perché questo disco c’ha le palle quadrate…

Zeitgeist: non ho voglia di raccogliere in bocca lo spirito del tempo (e figurarsi se ne sono capace), ma posso descrivere il mio spirito in questo preciso lasso temporale. Dodici anni fa - !!! – tra le pieghe psichellitiche di MTV capto un riff martellante e schifosamente appiccicoso. Vedo un pelatone che canta come se gli avessero schiacciato il naso in una pressa da lavanderia, un cinese (almeno mi sembra tale) coi capelli manga, una biondina impellicciata che, in quanto donna, suona il basso. La canzone si chiama Zero. Il gruppo Le Zucche Sfrangiate. Un’accozzaglia di elementi tanto diseguali da essere, ovviamente, irresistibili. That’s amore. Quel riff si espande in un termoallertante doppio album dove le chitarre accordate in la bemolle prendono il rock e il pop e li fanno a pezzi rimescolandoli e stirandoli nella pressa di cui sopra insieme alle nari del Corgan. Stanotte l’impossibile è possibile, in un video omaggio a George Méliès, il proiettile con le ali di farfalla e ciao ciao al grunge, e insomma: Mellon Collie e la sua infinita tristezza/bellezza li conoscete. Poi tutto il resto, ovvio, ma non voglio frantumarvi le palle con la nostalgia. La voce e il piano e l’elettronica di Adore, il sinto asettico rock’n’roll di Machina, la putenza in low fi di Machina II. Infine l’oblio, una band parallela un po’ farlocca e un disco da solista che mica m’ha spedito nell’iperuranio.

In sintesi, visto che non l’ho ancora detto: il mio spirito di questo tempo è che volevo risentire gli Smashing Pumpkins perché mi mancava il rock. Non il loro rock, il rock in generale. E ho trovato un disco con le palle esagonali...

Non è un ritorno a Zero, a Mellon Collie, piuttosto uno spintone nei pressi del rock di Gish e Siamese Dream. Soprattutto quest’ultimo. Distorsioni rock d’annata. Equilibrio di volumi rock d’annata. Ritmo – fenomenale, Jimmy pesta ancora come un dio pagano – ritmo e cambi del medesimo che delineano brani intensi e sempre sorprendenti, mai prevedibili, trascinanti, splendidi. Chitarre geniali, talvolta, e tra il perfetto e il buono in tutti gli altri casi. Tutto è rock, in Zeitgeist, tutto è rock e privo di strizzate d’occhio all’easy listening, per strutture complesse, riff che si avvicendano stordendo ai primi ascolti ma catturando completamente una volta metabolizzati. Certo, nessuna intuizione del calibro di Everlasting Gaze, nessun brivido alla schiena come in Disarm, nessun trionfo della melodia come in Blank Page. E neanche l’ombra della poliedricità di Mellon Collie. Ma tanto tanto tantissimo e fantastico rock made in Pumpkins. Dall’opener Doomsday Clock, attraverso Bleeding the Orchid e il singolo Tarantula, fino alla bellissima Starz, fino alla suite United States che a suon di revolution! getta luce sulla (comunque già ovvia) cover del disco. Fino alla conclusiva Pomp and Circumstances coi suoi echi (solo echi purtroppo) disarmiani. Un disco potente e graffiante e entusiasmante e strappabudellico e rivitalizzante. Quest’ultimo aggettivo vale soprattutto per me. E per loro, certo, se volessero dare un seguito duraturo a questo nuovo corso.

James e D’Arcy non ci sono più e non torneranno, e vi giuro che non so nemmeno chi li abbia sostituiti (ma nella premiere del videoclip di Tarantula ho intravisto alcuni brutti ceffi, donna al basso compresa…). Non ci sono eppure sembra che siano lì, la biondina e il cinese, insieme a Billy e Jimmy, a resuscitare l’accozzaglia di robe strane che Smashing Pumpkins ha sempre significato. Io faccio finta che ci siano.

Bentornati bastardi.
postato da: federicores alle ore 12:48 | link | commenti
categorie: musica