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martedì, 24 luglio 2007

FPS: Fra Poco Sclero

Volume 2: Killzone (2004, Guerrilla, PS2)

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Di corsa, attraverso la polvere che riempie l’aria, verso le ombre di un edificio distrutto, avamposto amico, scorte di munizioni e qualche medipak. Poco tempo per godere di un gruppo di alleati che ti salutano – capitano! – poco tempo per assaporare l’attimo di quiete e quell’ombra di salvezza, lì, che striscia sul muro accanto al mio piede e…

È l’inferno, si spalanca in un attimo, artiglieria che mi piove addosso, su me e i compagni, un istante e la schiena contro il muro, quel pezzo di muro rimasto lì a salvarmi la vita. Lo uccido, quel bastardo alla mitragliatrice, l’occhio sul mirino e pochi colpi per fargli saltar via il caschetto. Ma è patetico. Sono in otto, dalla sagoma scura del carro armato, verso il nostro avamposto, scariche brevi che mi inchiodano nel mio pertugio inviolabile. Fuoco nemico, solo nemico, allora mi alzo e getto uno sguardo convulso in giro. Tutti morti, annientati, trucidati in una manciata di secondi: i miei compagni. Tutti a terra in pozze di sangue. Quell’ombra, quella salvezza strisciante. Il nemico, loro, mi sono addosso.

Nella furia della lotta, sensazioni sconnesse. Ne uccido due, colpi di shotgun helganiano in faccia, altri tre dietro i corpi che si accasciano, m’abbasso dietro il pertugio, quell’angolo di mura, le mani che ricaricano, lo shotgun che immediatamente esplode ancora, contro il torso di quello che s’è avvicinato nel frattempo. Non ce la faccio, non ce la faccio, fucile automatico, pochi colpi nel caricatore, sventaglio obliquo contro le sagome scure, indietreggio, fuggo, pallottole che mi fischiano intorno e pallottole che mi raggiungono alla schiena, ma fuggo, col cuore che sbatte furioso, fuggo.

Dietro un gruppo di rocce. Prendo fiato. Recupero le forze. Le scorte di proiettili finiscono. I caricatori piangono. Non ce la faccio. Uno sguardo da sopra il menhir che mi nasconde al nemico, pallottole di cecchino mi sfiorano, ma la distanza è dalla mia parte. Un respiro. Mi alzo e corro, più veloce possibile, con gli occhi che non vedono quasi nulla, in quel confuso turbinare di polvere e visione periferica. Giù, nel cratere d’una bomba esplosa, testa bassa. Sono già lì, sono in tre. Niente fuga, niente riparo, niente altro che quel caricatore semivuoto. Quindici colpi. Cinque a testa. Senza respiro. Tre. Sei. Dieci. Dodici. Quattordici. E l’ultimo che si pianta in terra in mezzo ai cadaveri.

Ora respiro, e mi pare di sentire le bollicine d’aria nel sangue che cola dai buchi che gli Helgast m’hanno aperto nel torace. L’energia è alla fine. A questo punto, non risalirà da sola. L’unico medipak sta nelle rovine dalle quali sono appena fuggito. Quelle ancora piene di occhi arancioni.

‘Fanculo.

“E’ guerra!†annuncia il Vekta Today dalla copertina, appena aperta la confezione di Killzone. Esatto, Killzone è guerra. Guerra di trincea. Di quella che non m’è mai capitato di vivere così intensamente. Halo? Se, vabbè. Black? Ma per favore. Killzone, sempre e solo Killzone nell’alto dei cieli del videogioco. Perché il frame rate c’ha il singhiozzo, perché per vedersi non si vede a dieci metri di distanza, perché l’IA ha il vizio di mettere lì la testolina proprio sotto il tuo reticolo di fuoco, perché per essere lineare cazzo se lo è, perché… perché perché, tutti i perché che volete. Ma in fondo c’è solo quella guerra che c’è solo in questo gioco: i paragrafi precedenti sono Killzone a livello hard e sono ALL IN REAL TIME. Dopo 50 ore di gioco, ancora pulsante strisciante cianotica guerra come nessuno mai.

Killzone mi ha insegnato tre cose in ordine sparso: 1) la guerra fa male, comunque e dovunque e in ogni senso; 2) la guerra è meglio farla con Killzone, comunque e dovunque e in ogni senso; 3) Killzone 2 è il messia. Comunque dovunque e…

Qui il Volume 1 di FPS
postato da: federicores alle ore 07:16 | link | commenti
categorie: videogiochi, guerra
giovedì, 12 luglio 2007

E3 2007 - La storia in immagini



Killzone 2
postato da: federicores alle ore 22:23 | link | commenti
categorie: videogiochi, guerra