Se un giorno dovesse capitarvi di vedere questo film, sappiate che Kurt Wimmer in realtà è molto bravo. Non andate a cercarlo per ucciderlo, non perseguitatelo tramite una fattucchiera. Perlomeno, dategli un’altra possibilità e recuperate
Equilibrium. Anzi, lasciate perdere
Ultraviolet e GUARDATEVI ASSOLUTAMENTE
Equilibrium. Risparmierete un’ora e venti della vostra vita e avrete la possibilità di mutare un potenziale odio ribollente in sincera ammirazione e stima. E il mondo sarà migliore.
Settimana dei recuperi e questo film è finito nel calderone per tre motivi ben precisi (elenco in ordine di importanza): 1) C’è Milla 2) è fantascienza 3) è il secondo film di Kurt Wimmer, regista del portentoso e misconosciuto
Equilibrium. Fate una cosa: recuperate
Equilibrium e poi continuate a leggere…
Dopo che avrete recuperato e visto
Equilibrium, leggerete in questo post che Ultraviolet un po’ è una merda ma per il resto fa schifo. Trama inconsistente, personaggi e luoghi bidimensionali, sceneggiatura fallata, scene d’azione in bilico tra il buono e il pessimo. Ma dopo che avrete recuperato
Equilibrium e letto queste righe, sarete psicologicamente preparati a un commento più strutturato e meglio disposti nei confronti del buon Wimmer. Allora leggerete quanto segue.
Come dichiarato dalla sequenza dei titoli di testa, realizzata tramite tavole a colori in purissimo stile comic,
Ultraviolet nasce dall’idea di trasporre in forma cinematografica una storia a fumetti, genere americano/supereroistico. Tutti i principali aspetti del film sono plasmati di conseguenza. Personaggi e trama sono di una superficialità estrema – ma non necessariamente banale; effetti speciali e aggeggi futuristici sono talmente improbabili da risultare accettabili solo nel mondo sci-fi di un fumetto USA; palazzi e strade e interni appaiono quasi bidimensionali, mentre i colori sono innaturalmente saturi e brillanti, con un viola/azzurro pastello a dominare un meno presente giallo/rosso e un bianco/celeste che resta sullo sfondo.
Questi gli unici aspetti che in qualche modo mi hanno colpito, sui quali val la pena spendere qualche parola. Per il resto, ci sarebbero alcune belle scene d’azione, ma non sono altro che una copia modesta di quanto già visto nel 2002 in
Equilibrium. E ci sarebbe una serie di attori ignobili tra i quali si salva la bellissima Milla, che dimostra di essere pure brava quando le si lascia un po’ di spazio
anche per recitare. Ho apprezzato il modo in cui ha reso la granitica determinatezza di Violet incrinata fino all’esasperazione e al pianto: 7 +!
In ultimo posso dire che perlomeno il film è breve e non ci si annoia. E che dovete recuperare
Equilibrium. L’avevo già detto?